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Mar
31
2009
0

Supporto a Pino Masciari, ora tocca a noi!

masciariLo vedete ben evidente sul blog di Pino Masciari www.pinomasciari.org: il conto alla rovescia non si può fermare e ci ricorda quanto tempo abbiamo per attivarci e fare la nostra parte e ribaltare un pezzo importante di Storia.

Noi direttamente non possiamo ottemperare la sentenza emessa dal TAR (“ottemperare” è diventata la parola di moda in questi giorni): questo è compito del Ministero degli Interni.

Ma se ognuno di noi fa la sua parte, così come abbiamo fatto in questi anni stando accanto alla famiglia Masciari, la somma di ogni nostra singola parte farà la differenza.

C’è una sezione apposita sul blog, di azioni DA FARE (http://www.difesapopolaremasciari.net/) per far capire alle Istituzioni che non possiamo accettare una tale storia di violazione dei diritti umani nel nostro Paese e il suo prosieguo: alcune azioni si possono fare con un semplice click, altre in piazza, altre con la fantasia, altre con l’impegno.

E accettiamo qualsiasi altra idea per sbilanciare la Storia verso il Diritto e la Giustizia.

Perché crediamo che questa rivoluzione si possa fare, perché è limpida, pulita, non violenta, determinata e giusta! come non mai, figlia dell’insegnamento che alle persone come i Masciari si sta al fianco soprattutto ora che sono vivi e non si lasciano mai sole, dimenticate, a diventare bersagli degli attacchi più vili. Sappiamo tutti che fu così in passato in Italia e non possiamo più permetterlo e permettercelo.

Ci indigniamo, ci appassioniamo, ci incazziamo pure, sempre nel rispetto delle Istituzioni, ma noi sappiamo e abbiamo le prove che le ragioni di Pino, Mari, Fra e Otta sono tante e tali che devono essere riconosciute: perché è inaccettabile che siano le nostre Istituzioni a non rispettare loro stesse.

Fino all’ultimo secondo del countdown noi ci impegneremo, ci muoveremo, ci inventeremo di tutto e di più perché si ottempri la sentenza e Pino non proceda con lo sciopero della fame e della sete, perché sappiamo come sa lui stesso, così come Mari, che la sua salute non sosterrà a lungo le privazioni.

Ma come in questi ultimi dodici anni, Pino agirebbe di nuovo secondo il criterio di fare quello che è giusto, e non ciò che è più conveniente. Perchè la battaglia per riaffermare i diritti funziona solo in questo modo. Non c’è altra via.

Rete splendida delle amiche e degli amici di Pino Masciari, tu che lo conosci da anni, tu che lo hai ascoltato in una conferenza della tua città, tu che segui il blog da più o meno tempo, è ORA di vivere la Storia e non esserne spettatore.

Perché chi fa le rivoluzioni non sta dietro alla macchina fotografica che le documenta, ma davanti, e non si ferma in posa per sorridere. Non c’è il tempo di fermarsi, il conto alla rovescia non si può fermare.

Questa volta in Italia chi è stato vittima del malaffare non sarà solo, sarà immerso tra le persone per bene e la rivoluzione è tutta qua: questa volta non saremo complici dell’ingiustizia della quale siamo a conoscenza e finalmente eviteremo di diventare tutti complici del misfatto e pentiti di non aver fatto quanto era in nostro potere per ristabilire il Diritto e il Giusto.

Avanti così, tutti al fianco di Pino, Marisa, Ottavia, Francesco!

Tutti attivi perché arrivi l’ottemperanza della sentenza del TAR! Per la loro vita, la loro sicurezza e il loro re-inserimento nella società! Per i Diritti di tutti i cittadini!
amici di Pino Masciari
Torino

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Mar
30
2009
4

Dimissioni dall’AP Amici di Beppe Grillo di Roma del Consigliere Marco Delle Cave.

Io, Marco Delle Cave Consigliere al Municipio Roma 5, comunico il mio ingresso al Gruppo Misto, lasciando, chiaramente, il Gruppo Consiliare Municipale da me aperto “Amici di Beppe Grillo”.

Esco dall’Associazione politica per la sua manifesta incapacità di strutturare il movimento romano in un qualcosa di fattivo e propositivo e tirarlo fuori dall’inutilità delle tante e sole chiacchiere su cui basano la loro esistenza. Ho preso questa decisione per onestà intellettuale verso i cittadini che mi hanno delegato a rappresentarli in quanto la vacuità di intenti dell‘Associazione, la sua incoerenza, incompetenza ed incapacità politica hanno fatto sì, da non poter resistere ulteriormente in questa Associazione che più che politica sembra incarnare perfettamente il clima di un condominio litigioso.
Oltre a quanto detto ho riscontrato troppe incongruenze politiche tra il loro dichiarato comportamento etico nell’incentivazione della partecipazione diretta e la realtà dei fatti dove più volte si è vista disattesa la volontà dell’assemblea oramai esautorata della sua, per me, indiscutibile importanza e sovranità, facendo diventare uno straordinario sogno, una mera Associazione politica non diversa dalle altre realtà politiche esistenti e tanto criticate.

Questa fuoriuscita però non segna una battuta di arresto sul programma elettorale con il quale mi sono presentato alle elezioni che è comunque espressione del movimento ispirato a Grillo e sul quale ho ricevuto la fiducia di più di 4.600 cittadini del V Municipio.
Tale programma, annovera tra i temi preminenti la trasparenza, l’efficienza, la semplificazione e l’innovazione della Pubblica Amministrazione, la partecipazione popolare, la legalità, l’introduzione delle energie rinnovabili, la raccolta differenziata, la tutela ambientale.

Continuerò a collaborare con i colleghi consiglieri laddove ci sia comunione di intenti ed obiettivi comuni, continuerò con fermezza a stigmatizzare ogni deviazione da questi principi ispiratori e continuerò a rimanere punto di riferimento per tutti coloro che credano e vogliano vedere rappresentati questi ideali nella pubblica amministrazione, ascoltando come sempre tutti i cittadini e continuando a tenerli informati tramite il mio blog www.marcodellecave.info.

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Mar
28
2009
0

BASF, V Municipio: delocalizzazione o “aqua critox” tutelando citadini e lavoratori.

basfNella mattina del 27 marzo, il Consiglio del Municipio Roma V, ha votato all’unanimità un ordine del giorno con la “richiesta di soluzione al problema ambientale legato alla presenza della BASF Italia srl”, classifficata come industria insalubre di prima classe.

Alla seduta del Consiglio municipale erano presenti l’assessore della Provincia di Roma Michele Civita, il consigliere regionale Claudio Bucci, il responsabile della Asl RmB Magrelli e l’assessore comunale all’Ambiente De Lillo.

L’ordine del giorno approvato dal Consiglio municipale chiede la promozione di un tavolo di trattativa con l’azienda e le rappresentanze sindacali, insieme alle istituzioni comunali, provinciali e regionali al fine di trovare sostanzialmente una delocalizzazione della struttura industriale avendo al centro la salute degli abitanti di Case Rosse e Settecamini e il mantenimento dei livelli occupazionali. Tale delocalizzazione deve avvenire in località facilmente raggiungibili dalle maestranze. Le istituzioni presenti si sono rese disponibili in tempi brevissimi ad aprire un tavolo di trattativa mettendo a disposizioni, la Provincia e la Regione, un fondo per accompagnare la delocalizzazione.

L’intervento del Consigliere Marco Delle Cave verrà messo a breve on-line integralmente, in quanto è stato significativo, tecnicamente e politicamente apprezzato dai cittadini, dalle rappresentanze sindacali dei lavoratori, dai Consiglieri presenti con tanto di complimenti ufficiali dichiarati in aula dall’Assessore all’Ambiente del Comune di Roma Dott. De Lillo, in cui, il Consigliere, ha affrontato la problematica in oggetto dal punto di vista sanitario mettendo in rilievo i possibili danni alla salute, la linea politica adottata, di collusione e convivenza dell’amministrazione pubblica con tali scempi per la cittadinanza.

Di seguito riporto l’Ordine del Giorno condiviso tra le forze politiche e votato all’unanimità:

ORDINE DEL GIORNO

OGGETTO: Richiesta di soluzione al problema ambientale legato alla presenza  della BASF Italia srl (ex Engelhard) “Industria Insalubre di 1° classe” di Via di Salone n. 245

PREMESSO
che dal 1956, in Via di Salone 245 nel Comune di Roma, è ubicato lo stabilimento chimico della Basf/ex Engelhard definito dal Comune di Roma “Industria Insalubre di 1° classe”. ( da autorizzazione sanitaria rilasciata nel  marzo 1996 )
che nell’ambito delle sue attività è stata autorizzata a bruciare, 24 ore su 24, 1600 tonnellate/anno di sostanze chimiche tossiche e nocive (catalizzatori esausti) con l’emissione in atmosfera di prodotti inquinanti.
che alle emissioni in atmosfera si aggiungono i versamenti delle acque reflue nell’Aniene, opportunamente trattate e provenienti dal lavaggio dei fumi dell’impianto di combustione e dal trattamento delle ceneri per il recupero dei metalli preziosi
VISTO
che nel corso degli anni il territorio è stato oggetto di un importante sviluppo urbanistico a carattere residenziale, industriale terziario e commerciale.
che nel settembre 2003 il Dipartimento di epidemiologia RME ha reso noti i dati sulla mortalità dal 1986 al 2001 nella zona censuaria di Settecamini-Case Rosse evidenziando, negli uomini, un aumento della mortalità per tumori del 30% superiore rispetto alla media di Roma
che successive indagini ambientali condotte dalla ASL RMB hanno evidenziato una concentrazione di diossina da 5 a 20 volte superiore rispetto ad altri siti italiani con ricadute entro 300 metri dall’inceneritore
che nel 2006 l’Istituto Superiore di Sanità, in uno studio sul rischio di incidente rilevante della Engelhard ha evidenziato tra l’altro: “….le sorgenti di pericolo identificate dallo studio di. sicurezza sono costituite dalle sostanze pericolose presenti all’interno dello stabilimento, come materie prime o disperse nei catalizzatori esausti da trattare, che possono essere complessivamente quantificate in circa 10 t di composti tossici, molto tossici e cancerogeni, in circa 120 t di liquidi estremamente e facilmente infiammabili, ed in oltre 60 t di sostanze pericolose per l’ambiente …..
che i controlli effettuati dall’arpa Lazio avvenivano “ compatibilmente alle esigenze dell’Azienda e delle lavorazioni in corso”, in pratica con preavviso o in periodi pre-determinati e quindi conosciuti. E’ pensabile che anche i controlli commissionati di volta in volta all’ARPA Lazio, dai vari Enti, su richiesta dei Comitati o dei Cittadini, venissero effettuati con le stesse modalità.
Che recentemente è stato messo in funzione un Asilo Nido in via Iozzia a circa 300 metri dallo stabilimento in questione.
PRESO ATTO
che il Comune di Roma ha rilasciato regolari concessioni edilizie per 210 alloggi con asilo nido poste a 200 metri dallo stabilimento e per altre due palazzine con 120 alloggi situate a soli 68 metri.
che il Comune di Roma e la Engelhard nel maggio 2006 hanno ritenuto opportuno sottoscrivere un protocollo d’intesa che prevedeva la sua delocalizzazione
che la BASF, dopo aver rilevato la Engelhard nel giugno 2006, ha ritenuto di rinunciare a tale protocollo d’intesa
che è previsto un finanziamento pubblico regionale denominato POR FESR LAZIO 2007 – 2013 destinato alla tutela dell’ambiente.
Che attualmente sono disponibili nuove tecnologie tra cui quella denominata  “AQUA CITROX “ che può sostituire il processo di incenerimento senza emissione in atmosfera.
CONSIDERATO
che le autorizzazioni rilasciate alla Engelhard/Basf sono state prorogate fino al 31 marzo 2009 in attesa che venga rilasciata la nuova e definitiva Autorizzazione Integrata Ambientale
che per tale autorizzazione il V Municipio può esprimere il proprio parere anche se non vincolante
IL CONSIGLIO IMPEGNA

Che il Presidente e la Giunta del V Municipio si impegnino ad attivarsi presso gli Organi Competenti affinché:
Venga promosso un tavolo di trattative con l’azienda e i rappresentanti sindacali per una sua delocalizzazione riprendendo il precedente protocollo d’intesa sottoscritto con la Engelhard e dal Comune di Roma nel 2006 mantenendo i livelli occupazionali tenendo presente che la Provincia di Roma ha già espresso parere favorevole in merito.
Qualora non dovesse aver luogo la delocalizzazione, l’azienda provveda all’adeguamento dell’inceneritore con tecnologie moderne tra cui quella denominata AQUA CITROX usufruendo dei finanziamenti previsti dal POR FESR Lazio 2007 – 2013.

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Mar
25
2009
0

Biotestamento, “Nutrizione e idratazione vietate nella dichiarazione di volontà”

Il Senato boccia gli emendamenti che avrebbero voluto cancellare il divieto.

senatoResta nel testo sul testamento biologico, l’obbligo di idratazione e alimentazione forzata per i pazienti a fine vita. Chiamato a votare gli articoli del ddl sul testamento biologico, il Senato ha negato la possibilità che il paziente, “in condizione estrema di fine vita”, possa esprimersi sull’idratazione e l’alimentazione artificiale. Come nel caso Eluana.

Finocchiaro, Pd: “La votazione. Nonostante il voto segreto, la maggioranza ha tenuto, e gli emendamenti soppressivi hanno raccolto 164 voti contrari, 105 favorevoli e 9 astensioni. La capogruppo del Pd Anna Finocchiaro ha detto che “è allarmante questa
chiusura della maggioranza a qualsiasi possibilità di approfondimento, di discussione e questa cancellazione di ogni spazio per l’autodeterminazione dei soggetti nell’ultima fase della vita. Era un emendamento ponte lanciato tra due mondi e tra due diversi modi di concepire la vita. Così non è stato”.

“Non si possono rifutare le terapie”. Cancellato anche un secondo emendamento riferito all’accanimento terapeutico. Nel comma si prevedeva la possibilità, nell’ambito della Dichiarazione anticipata di trattamento, di rifiutare terapie con potenziale carattere di accanimento terapeutico o ritenute dal medico di possibile giovamento.

Marino: “Tradito principio di libertà”. ”Non stiamo parlando di casi come quello tragico di Eluana Englaro, stiamo parlando di tutti noi”, ha detto il senatore Pd Ignazio Marino, sostenitore della legge sul biotestamento. “Stiamo parlando di un problema di libertà individuale che non può non essere garantito dalla Costituzione. Non sono parole, queste, di un pericoloso sovversivo, ma di Aldo Moro che ribadiva: non possono essere imposte obbligatoriamente ai cittadini pratiche sanitarie. Il Senato oggi nega e rovescia il principio affermato da Moro e dai nostri padri costituenti”, ha concluso Marino. “Così si tradisce quello spirito e si introduce l’obbligo ad usare tutte le tecnologie disponibili, cancellando la nostra libertà di scelta rispetto alle terapie mediche”.

Senatore Pd Umberto Veronesi: Mostra in aula il suo testamento biologico scritto a mano, quello che ha già depositato da un notaio, con cui nomina il figlio Paolo fiduciario e con cui soprattutto chiede ai “colleghi medici” di evitare qualsiasi accanimento terapeutico, nutrizione artificiale compresa: “Volontà che dovranno rispettare in modo assoluto“, a prescindere dalla legge che sta per passare. Non potrebbe “essere promulgata da questo Parlamento, perché oltre che impugnata per incostituzionalità non potrebbe che essere disattesa” dai medici, affonda. L’aula ascolta in un silenzio inusuale, prima di esplodere in un lungo applauso in parte trasversale.

La discussione continua. Il Senato continuerà nei prossimi giorni a discutere sui quasi mille emendamenti presentati dai radicali e dal Pd. Si procederà con un’ottantina di votazioni segrete.

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Mar
24
2009
0

Dal pacchetto sicurezza una brutale censura su internet

censurawebL’organico disegno reazionario del Governo Berlusconi si sta dispiegando ad un ritmo impressionante. Sia sul piano istituzionale che su quello sociale assistiamo ad una accelerazione che mira a saggiare i punti di resistenza dei potenziali avversari. L’attacco al Presidente della Repubblica ed al Parlamento corrisponde all’offensiva contro il contratto nazionale di lavoro ed il diritto di sciopero. La libertà di stampa e di espressione è anch’essa nel mirino.

Dall’inizio della legislatura la destra ha preso decisioni gravissime che proprio in questi giorni rischiano di divenire legge.
Il cosiddetto “decreto intercettazioni” contiene, accanto alla distruzione di uno strumento fondamentale per le indagini contro la mafia e la corruzione, anche norme liberticide che, nella sostanza, impediranno ai giornalisti di fare inchiesta e denuncia. Nel decreto non c’è solo la previsione del carcere ai giornalisti che pubblicano le intercettazioni o la proibizione assoluta di pubblicare ogni notizia sulle indagini in corso sino alla udienza preliminare (norme in contrasto sia con la Costituzione italiana che con le sentenze della Corte europea di giustizia). Questa legge contiene anche l’insidiosissima norma che prevede la responsabilità diretta degli editori su ciò che viene pubblicato.

In questo modo si cancella la forma storica della libertà di stampa in Italia che prevede l’autonomia delle redazioni nei confronti della proprietà. Cancellando di fatto la figura del direttore responsabile si introduce una censura diretta da parte degli editori sulle redazioni e si  induce all’ auto-censura preventiva i giornalisti.
I tagli e le modifiche nelle procedure del finanziamento alla stampa colpiranno duramente il pluralismo dell’informazione. Uno dei primi atti di questo Governo è stato infatti quello di tagliare del 50% il finanziamento alla stampa e di prendere nelle proprie mani, togliendo la competenza parlamentare, le decisioni sul flusso di queste risorse indispensabili prima di tutto per la sopravvivenza di testate scomode e quindi non sostenute dal mercato della pubblicità.
Ed infine l’articolo 60 del “pacchetto sicurezza” introduce una brutale censura su internet. Con la scusa della lotta alla pedofilia si prevede che il Ministero degli Interni potrà chiudere intere testate, blog e siti se qualche “ronda informatica” segnalerà una generica “apologia di reato” o “ incitamento alla violazione della legge”. Anche in questo caso si obbligano non le redazioni ma i provider ( e cioè le imprese che non producono ma ospitano i contenuti su internet) ad agire preventivamente perché nessuno possa pubblicare i contenuti incriminati.  Per fare un esempio se la redazione di un sito (ma eventualmente anche un singolo navigatore con un post) scriverà che “bisogna bloccare la costruzione della base di Vicenza” qualcuno, magari una ronda telematica,  potrà chiedere al Governo, non solo la rimozione di questa “apologia di reato”, ma l’oscuramento dell’intero sito.
In questi ultimi giorni abbiamo partecipato alle mobilitazioni promosse dalla Federazione della Stampa e, come pdcitv, abbiamo contribuito a lanciare una campagna contro la censura sulla rete ( www.laretetilibera.org ). Decine di testate on-line hanno già sottoscritto un appello comune per mettere assieme le forze ed impedire che Governo e Parlamento chiudano la bocca all’informazione libera. Chiediamo a tutti di sottoscrivere l’appello ma soprattutto rilanciare in ogni modo la consapevolezza e la mobilitazione.
La logica di fondo di tutti questi provvedimenti infatti è quella di mettere la stampa e l’informazione in generale sotto il controllo, diretto o indiretto, del Governo.
Contro questo disegno serve innanzitutto una campagna politica che renda evidente, appunto, il carattere organicamente reazionario dell’azione del Governo. Bisogna quindi al più presto uscire dalle mobilitazioni degli “addetti ai lavori” e cercare di dare una consapevolezza di massa al pericolo che corre la libertà di stampa e di espressione nel nostro paese.

* Pdcitv di Jacopo Venier

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Mar
22
2009
1

Appennino, i torrenti inghiottiti dagli scavi dell’Alta velocità

torrenti_tavViaggio nel Mugello dove il sistema idrico è stato distrutto e le falde sono precipitate di centinaia di metri. Dove un tempo proliferavano trote, gamberi e vegetazione protetta ora ci sono solo profondi canyon dall’inviato Paolo Rumiz - fonte: repubblica.it -

SAN PIERO A SIEVE - Non servono sismografi per capire dove passa il tunnel dalla Tav tra Bologna e Firenze. Basta seguire una traccia di foreste rinsecchite, alvei vuoti, macerie. Persino i cinghiali rifiutano di vivere lassù. Sopra la “grande opera” esiste una scia di “grandi disastri” che la segnala fedelmente.

L’abbiamo percorsa, verso Nord, e per capire ci è bastata la parte toscana. Il Mugello, snodo cruciale dello scavalco appenninico. I danni li hanno appena quantificati i giudici: 150 milioni di euro solo per lo smaltimento abusivo dei terreni di scavo. Poi vengono i cantieri abbandonati, le cave e le frane.

Il peggio è il sistema idrico distrutto: per ripagarlo non basterebbe una mezza finanziaria. Fra 750 milioni e un miliardo 200 milioni, per ventidue minuti di viaggio in meno. Spariti o quasi 81 torrenti, 37 sorgenti, 30 pozzi, 5 acquedotti: in tutto 100 chilometri di corsi d’acqua.

Ma le cifre non sono niente. Per farsi un’idea bisogna sentire il tanfo polveroso della montagna morta. Rifare i sentieri della Linea Gotica, tra i rovi, come in guerra. Solo che stavolta i danni non li hanno fatti i generali ma gli ingegneri, che possono essere peggio. Le ferite delle bombe si rimarginano. Queste restano per sempre. Siete avvertiti: non siamo di fronte a un evento naturale, ma a qualcosa di biblico.

Tace la valle del torrente Carzola. Niente più uccelli. La falda è precipitata di trecento metri e la montagna è sotto choc idrico. Ha piovuto tutto l’inverno, ma le conifere sono morte, le querce moribonde. C’erano salmoni, trote, gamberi: ora più nulla. Un catastrofe come il Vajont, ma alla rovescia


Polvere, silenzio. Nel canyon si spalanca una finestra di servizio. È sguarnita, potrebbero entrarci uomini e bestie. Cento metri sotto, il tunnel che ha inghiottito tutto. I tecnici ricordano quando avvenne. Esplose un getto da 400 litri al secondo a tredici atmosfere. Da allora, anche se in superficie la valle scende a Nord, le falde scaricano a Sud, verso Firenze. E del Mugello a secco chi se ne frega.

Il Carlone era il paradiso dei pescatori. Oggi è ingombro di bungalow dai vetri rotti, rottami, tubi, cisterne, caterpillar arrugginiti. Su un muro, la scritta “Ciao, è stato bello”. Sotto, un torrente in agonia. Ma a monte è peggio. Una strada bianca in mezzo a una foresta sbiadita, fiancheggiata dai tubi che fino a ieri hanno pompato acqua per tenere in vita il torrente. Una finzione.

Sopra, una montagna di rocce intrise di asfalto collante, oli e bitumi. Quando piove, la morchia scola sulla vasca di captazione del comune di Vaglia, che raccoglie la poca acqua. Purissima, era, da imbottigliare senza filtro. Tutto quel materiale poteva essere reimpiegato nel tunnel, come in Svizzera nella galleria del Gottardo. Qui invece s’è portato tutto in superficie. E nel buco hanno portato ghiaia fresca, aprendo decine di cave inutili sul monte. Ecco perché la Tav è costata il quintuplo del previsto.

A San Piero a Sieve la ferrovia veloce esce a palla di fucile e s’infila sotto l’autodromo del Mugello. Siamo nel cuore della conca, l’Appennino perde asprezza, l’orrore diventa bucolico. Tra le fattorie il torrente Bagnone è scomparso. Poco in là, anche il Bosso. Nove anni fa le sorgenti saltarono tutte assieme, ricorda l’avvocato Marco Rossi che segue le cause civili. “Quando sparì il torrente la gente pensò che sarebbe tornato. Invece non tornò. Finita. Arrivarono le autobotti. Poi il disseccamento salì fino a Farfereto e Striano”.

Pietracito ha speso 30 mila euro in avvocati, senza aiuto degli enti locali. L’italiano è solo davanti al potente. Lui non molla, ma molti altri sono stanchi. Sanno che, più dei danni, sono i processi a mangiarti la vita. Finisce che sei tu a dover pagare. La politica cala le brache: è già tanto se i sindaci sono riusciti a farsi dare il tracciato della galleria.

Risaliamo verso il Giogo della Scarperia. Ormai è un “trek” nella devastazione. Conifere moribonde, castagni in sofferenza. Fra un mese gli animali scapperanno anche da qui. A Lugo hanno visto “i caprioli scendere a valle per bere dai sottovasi dei giardini“. Non era mai successo prima del 2006, quando la Tav ha smesso di pompare acqua “finta” in quota.

Oltre si spalanca un abisso dantesco, il canyon chiamato Inferno. Era il top del Mugello, segnato su tutte le guide. Trote, gamberi, muschi.  Oggi si cammina a secco tra massi enormi e smerigliati, segno della sacra potenza uccisa dall’uomo. Chi pagherà tutto questo? Quale nazione chiederà il conto?

Il fiume infernale si butta nel Santerno, dove s’apre il cratere della colossale stazione intermedia della Tav. Intorno, la devastazione. Novanta cave. Novanta cicatrici. Ed è solo il preludio dell’ultima è più spaventosa ferita. La più lontana, la meno visibile. La condanna, esecuzione e morte del torrente Diaterna, con la doppia sorgente biforcuta sotto il Sasso di San Zanobi.

La frazione di Castelvecchio - sopra l’ultima finestra della Tav in terra toscana - ha perso il suo acquedotto nel ‘98. Ora vorrebbero costruire un invaso per compensare lo scippo.

Ma per metterci quale acqua? Con quale canalizzazione? Cementificando gli impluvi? Ricoprendoli di resine? Coprendo lo scempio con uno scempio ulteriore? La parola catastrofe non basta.
Il viaggio è finito. “Cosa ci riserva il futuro Dio solo sa” brontola Piera Ballabio, della Comunità montana del Mugello. “Con la nuova legge sulle grandi opere, i Comuni avranno ancora meno voce in capitolo. Siamo vicini a una militarizzazione del territorio. Alla faccia del federalismo”.

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Mar
22
2009
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Caso De Magistris: Genchi diffidato, Manganelli intervenga!

genchiCari lettori,

Vi informo che il Ministero dell’Interno ha diffidato Gioacchino Genchi a non replicare al linciaggio mediatico a cui è continuamente sottoposto.

Ora noi abbiamo la possibilità di fare qualcosa di concreto in nome di quella giustizia che in Italia sta scomparendo.

Tutti i cittadini onesti possono scrivere una nota al Ministero dell’Interno per esprimere il proprio dissenso rispetto alla decisione presa dal Ministero stesso!!

Facciamoci sentire, alziamo la testa! Facciamo in modo che al Ministero arrivino una marea di note di disapprovazione su questa assurda decisione!!

Questo è il link per scrivere al Ministero.

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Mar
19
2009
1

Sabato 21-03-09.Banchetto in V MUNICIPIO con il Consigliere Marco Delle Cave

via_tiburtinaQuando: Sabato 21-03-09.

Dove: Via Tiburtina 539 fronte “Tiburtina Shopping Center” (angolo Via dei Durantini).
http://maps.google.it…

A che ora: dalle 16:00 alle 20:00.

Si distribuiranno volantini informativi sull’attività e sui risultati ottenuti nel primo anno di attività del Consigliere Marco Delle Cave.
Inoltre si prenderanno le firme a sostegno dell’iniziativa dei radicali per il testamento biologico e si distribuirà contestualmente il Grillo News.

Un’ottima occasione per poter dibattere con i cittadini le problematiche del V Municipio, ascoltarle e dare la possibilità al Consigliere di poterle rappresentare negli organi istituzionali.

Come sempre è oltremodo gradita la presenza di tutti :)

VI ASPETTIAMO!!!

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Mar
17
2009
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Acqua, l’allarme dell’Onu: metà mondo nel 2030 resterà a secco.

Acqua, l’allarme dell’Onu: metà mondo  nel 2030 resterà a secco.

acqua pubblicaA Istanbul scontri tra ambientalisti e polizia. Il presidente del Consiglio mondiale: «Abitudini incoerenti»

ISTANBUL (16 marzo) - Cambiamenti climatici, aumento popolazione, domanda di energia, e incapacità politico-gestionale. Questi i principali motivi che potrebbero assetare entro il 2030 quasi la metà della popolazione mondiale. Di fronte a queste emergenze, si è riunito a Istanbul il quinto forum mondiale sull’acqua.

Le previsioni. La popolazione mondiale di 6,6 miliardi di persone crescerà di 2,5 miliardi entro il 2050, per la maggior parte nei paesi in via di sviluppo che soffrono già di scarsità idrica. Questo tasso di crescita comporterà un aumento della domanda di acqua dolce di 64 miliardi di metri cubi all’anno. I rappresentati di governi, agenzie e organismi internazionali si troveranno a discutere delle questioni relative alla disponibilità e alla sicurezza dell’acqua. Più di 1,2 miliardi di persone (circa un quinto della popolazione mondiale) vive, infatti, in aree di scarsità fisica di acqua, e ulteriori 1,6 miliardi hanno accesso limitato all’acqua per ragioni economiche, politiche e di altra natura. L’agricoltura attualmente assorbe il 70% delle risorse mondiali di acque dolci utilizzate dagli esseri umani.

L’Italia ogni anno viene usata per scopi civili una quantità d’acqua pari a circa 7.940 milioni di m3, e pur se circondata da mare e ricca di fiumi e laghi (in condizioni di stress idrico), il Bel Paese ha problemi, in particolare al sud e nelle isole.

Scontri. La polizia di Istanbul è intervenuta stamani in tenuta antisommossa per disperdere con la forza circa 300 ambientalisti che andavano a manifestare verso il luogo dove si apre oggi il quinto Forum internazionale dell’Acqua. Lo hanno riferito tv locali turche mostrando le immagini degli scontri.

Il Forum. E’ il più grande evento relativo alla risorsa acqua che ha l’obiettivo di inserire la crisi idrica mondiale nell’agenda internazionale e vi prendono parte oltre a 3.000 organizzazioni, una ventina di capi di Stato e circa 180 ministri dell’ambiente da altrettanti Paesi del mondo. Per l’Italia prevista la partecipazione del ministro Stefania Prestigiacomo. Nell’aprire i lavori, il presidente del Consiglio mondiale dell’acqua, il francese Loic Fauchon, ha puntato il dito contro «le abitudini incoerenti» ed i «consumi stravaganti» che contribuiscono allo spreco delle risorse idriche in tutto il mondo.

Eventi alternativi. In parallelo al Forum «ufficiale», si terrà un Forum e altri eventi «alternativi» organizzati da molti movimenti internazionali che non riconoscono la legittimità del Consiglio Mondiale dell’Acqua, promotore dell’incontro, e da essi accusato di essere un think-tank privato strettamente legato alla Banca Mondiale, alle multinazionali dell’acqua e alle politiche dei governi più potenti del mondo.

La protesta. Robert Ramakant, portavoce dell’organizzazione «Corporate Accountability International» ha detto che stasera un gruppo di 118 organizzazioni da 33 Paesi presenterà ai partecipanti al Forum «ufficiale» copia di una lettera indirizzata al segretario generale dell’Onu, Ban Ki-Moon. Nella missiva si chiede al capo dell’Onu di ritirare il proprio sostegno al Consiglio Mondiale dell’Acqua del quale si mette in dubbio la legittimità e la trasparenza. Secondo Omer Madra, editore dell’emittente turca Acik Radio, «la gente ritiene erroneamente che il Forum sia stato organizzato dall’Onu per ottenere una gestione ottimale delle risorse idriche, ma il Forum Alternativo servirà proprio a smascherare questi tentativi di disinformazione».

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Mar
16
2009
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A Tor Vergata il solare si fa con bacche, arance e bucce di melanzane

pannelli_solari_fotovoltaiciLa scoperta dell’Università farà crollare i prezzi sostituendo il silicio. I pannelli, prodotti nel Tecnopolo Tiburtino, dal 2010 saranno sul mercato.

Le sofisticate tecnologie maturate nei laboratori del Polo Solare Organico sono a disposizione dei giovani studenti attraverso un Master internazionale in Ingegneria e Fotovoltaico.

Economici e made in Italy, questi innovativi pannelli solari potranno essere lanciati sul mercato mondiale e contribuire alla riduzione delle sostanze altamente inquinanti rilasciate nell’ambiente in dosi massicce dalle fonti di energia tradizionali.
La Germania, paese più a nord e meno assolato dell’Italia, con i pannelli al silicio, produce già 4.300 Gwh di energia solare contro i miseri 39 GWh dell’Italia: che si possa finalmente comprendere il grande business che si nasconde dietro questa scoperta e la necessità sempre più impellente di dare una svolta positiva alla produzione energetica?

Crolleranno i prezzi dei pannelli solari: il costosissimo silicio sarà sostituito da un composto organico, mix di bacche, arance e bucce di melanzane, che sviluppa un procedimento simile alla fotosintesi clorofilliana.
La scoperta tutta italiana è avvenuta al Polo Solare Organico, una serie di laboratori nati da poco all’Università Tor Vergata.
Si è già alla fase di industrializzazione: il progetto è passato al Polo Solare Chose (Center for Hibrid and Organic Solar Energy), il centro all’avanguardia situato nel Tecnopolo Tiburtino.
“Riteniamo di poter immettere sul mercato i primi pannelli entro il 2010 - spiega Aldo Di Carlo, responsabile del progetto e direttore del Tecnopolo – la linea avrà inizialmente una produzione limitata a 10mila metri quadri l’anno e un costo contenuto che permetterà al prodotto di entrare nel settore delle piccole e medie imprese”.
“I nuovi modelli in realizzazione – prosegue Di Carlo - abbatteranno il costo dell’energia solare che passerà da 4 a 1 euro per watt grazie ai risparmi sulla materia prima (non più il silicio che faceva aumentare del 60% il costo dei pannelli) e quello sulle macchine per la produzione dei pannelli, che costeranno 1 milione di euro contro i 15 o addirittura i 100 necessari per altre forme di fotovoltaico”.

La Regione Lazio ha creduto nelle potenzialità della ricerca applicata alla produzione di energia pulita proveniente dal sole: ha stanziato circa 6 milioni di euro per la nascita del Polo del Solare Organico. Anche alcune imprese tra cui la Erg Renew, la Dyesol e la Permasteelisa, la società italiana leader nei rivestimenti di edifici, hanno investito nel progetto.
“Il caso di Tor Vergata – ha commentato Filippo Zaratti, assessore all’Ambiente della Regione - è un successo di ricerca applicata e darà un forte impulso a tutto il settore dell’industria delle rinnovabili”.

-fonte abitarearoma-

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