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Apr
17
2009
0

Rifiuti Hi-Tech: Greenpeace, blitz davanti al Ministero Ambiente

Solo il 20 per cento dei centri di raccolta e smaltimento
di materiale tecnologico in Italia è a norma di regola

greenpeaceUna bella addormentata su un frigorifero rotto, è questa l’immagine scelta da Greenpeace per l’originale protesta inscenata davanti l’ingresso del ministero dell’Ambiente. Gli attivisti hanno creato un centro di raccolta di rifiuti elettronici che riproduce lo stato dell’ottanta per cento dei siti italiani che, secondo l’inchiesta di Greenpeace, non rispetta tutti i requisiti di legge. Computer distrutti, accatastati a terra, stampanti, monitor che rilasciano sostanze pericolose nel terreno, zone incendiate o razziate da chi che cerca di ricavarne rame o argento. Al centro di questo scenario desolante un’attivista vestita da bella addormentata simboleggia la ministra Prestigiacomo che, nonostante denunce e sollecitazioni, finge di non vedere e rimane inerte.

«Se la Prestigiacomo non va dai rifiuti, i rifiuti vanno alla Prestigiacomo. Visto che sulla questione della raccolta di rifiuti elettronici la ministra fa la bella addormentata, abbiamo deciso di portare davanti al suo ufficio un esempio dei tanti centri di raccolta irregolari che avvelenano l’Italia e il futuro dei nostri figli». Così Vittoria Polidori, responsabile della campagna Inquinamento di Greenpeace, ha motivato l’azione che questa mattina attivisti di Greenpeace hanno messo in atto davanti l’ingresso del ministero dell’Ambiente di via Cristoforo Colombo: la creazione di un centro di raccolta di rifiuti elettronici che riproduce lo stato dell’ottanta per cento dei siti italiani che, secondo l’inchiesta di Greenpeace, non rispetta tutti i requisiti di legge.

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Apr
14
2009
0

Santoro finisce sotto inchiesta

santoro_annozero

Santoro, hai tutto il nostro sostegno!

Sciacallaggio culturale terrificante. In arrivo un nuovo editto bulgaro. La santa Pasqua non fa decantare il polverone sollevato intorno a Michele Santoro e alla puntata di Annozero dello scorso giovedì, dedicata al terremoto d’Abruzzo. Anzi. Le polemiche infuriano, in prima fila PDL e dipietristi spalleggiati dal Sinistra e libertà e Prc, col Pd nel mezzo. E salgono di tono ancor più, dopo che il direttore generale della Rai Mauro Masi e il presidente Paolo Garimberti hanno annunciato «approfondimenti» sulla questione. Un’iniziativa applaudita trasversalmente dai vicepresidenti della commissione di Vigilanza Lainati e Merlo. Mentre il presidente Zavoli, sollecitato dal centrodestra a intervenire, fa sapere che «la Vigilanza è pronta ad esprimere un giudizio sul parere equanime che i vertici Rai si formeranno dopo l’acquisizione dei dati». E i vertici di viale Mazzini non potevano restare immoti dopo che Gianfranco Fini domenica all’Aquila si è scagliato contro la «trasmissione indecente» e dopo che il premier Berlusconi, a ruota, ha sostenuto che «una tv pubblica non può comportarsi in questo modo».

Masi e Garimberti si sono sentiti al telefono e hanno deciso. Vedranno la cassetta del programma e, insieme all’ufficio legale Rai valuteranno eventuali violazioni «in base alle norme vigenti e ai regolamenti aziendali». Ma «nessuna volontà persecutoria e nessun intento censorio» fanno sapere i collaboratori del dg, quasi a frenare gli entusiasmi di chi già vede Santoro alla gogna. O magari auspica la «pagina nuova» da aprire alla Rai, come fa il portavoce del PDl Capezzone. Quello di Annozero è il primo caso del loro mandato ed entrambi, dg e presidente, avrebbero fatto a meno della canea, dopo la tempestività con cui la Rai si è mobilitatata. La stessa mattina dopo il sisma, Masi aveva cambiato la programmazione Rai: autorizzato Porta a Porta in prima serata, invitato i programmi di informazione e anche quelli leggeri a dare spazio alla tragedia d’Abruzzo. Non solo. Venerdì, giorno dei funerali, la Rai ha addirittura cancellato gli spot in ossequio al lutto nazionale. Ma giovedì Santoro come al solito ha rotto le uova nel paniere con la sua voce fuori dal coro che fino a quel momento aveva solo dato spazio al dolore e lodato l’efficienza dei soccorsi. Quel che Annozero, secondo i detrattori, avrebbe messo in discussione, «strumentalizzando in modo fazioso» per attaccare la Protezione civile e il governo, mentre l’Italia si ritrova unita e le bare sono ancora aperte.

E le vignette irridenti di Vauro, satira inopportuna in quel momento. Sciacalli, appunto. Indecenti. L’unica indecenza è la pretesa di Berlusconi e Fini di pilotare l’informazione, al fine di descrivere una realtà che non esiste, facendo credere che quel che è accaduto è colpa del destino. Mentre scoppia un feroce battibecco fra il presidente dei deputati PDl Cicchitto, che accusa l’Idv di voler destabilizzare il quadro politico, e il capogruppo dipetrista al Senato Belisario che gli risponde ricordandogli la sua iscrizione alla loggia P2, «che tra gli obiettivi aveva quello di ridimensionare l’informazione». Ma alla fine «che cosa si contesta a Santoro? E’ solo una questione di tono?», chiede perplessa Emma Bonino: «Se sono state dette falsità c’è la magistratura. Se si parla di sciacallaggio delle emozioni, è un po’ vago». Quanto al pluralismo, il professor Enzo Boschi, vulcanologo, che era in trasmissione «imbarazzato dai contenuti, oltre che dalla tensione nell’aria», sostiene che il sottosegretario Crosetto «si difendeva così bene da aver quasi paura che, grande e grosso com’è, si scagliasse fisicamente contro Santoro». Ad ogni buon conto, e davanti ad accuse precise di «omologazione» che arrivano al PD da dipietristi e sinistra, il responsabile Comunicazione del PD Gentiloni avvisa Rai e maggioranza: «Le critiche sono legittime, ma non hanno a che fare con tentazioni censorie che non avvalleremo».

fonte: stampa.it

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Apr
07
2009
0

Aiutiamo l’Abruzzo dopo il Terremoto

terremoto-abruzzoL’Abruzzo è stato colpito da un sisma di magnitudo 6,3 Richter (8-9 Mercalli) poco prima delle 3.30.

Case sventrate, morti, dispersi, la gente li ha perso tutto.Castelnuovo descritto come un ammasso di macerie, Onna rasa al suolo.

Per ora 31 vittime, migliaia di sfollati. All’Aquila ha ceduto un albergo e parte della Casa dello studente. Bertolaso: “Peggior tragedia del millennio”.

Questo post è stato creato per segnalare iniziative, per dare informazioni utili per fornire aiuti

Diretta SkyTG24:
http://www.sky.it/common/tg24_live_697.html

Diretta RaiNews24:
http://www.rainews24.rai.it/ran24/extra/live/

DONAZIONI:

CARITAS: Per sostenere gli interventi in corso [causale «Terremoto Abruzzo] si possono inviare offerte a Caritas Italiana tramite C/C postale n. 347013 o tramite Unicredit Banca di Roma Spa IBAN IT38 K03002 05206 000401120727 Offerte sono possibili anche tramite altri canali, tra cui:
• Intesa Sanpaolo, via Aurelia 796, Roma – Iban: IT19 W030 6905 0921 0000 0000 012
• Allianz Bank, via San Claudio 82, Roma – Iban: IT26 F035 8903 2003 0157 0306 097
• Banca Popolare Etica, via Parigi 17, Roma – Iban: IT29 U050 1803 2000 0000 0011 113
• CartaSi e Diners telefonando a Caritas Italiana tel. 06 66177001 [orario d’ufficio].

CROCE ROSSA:Per effettuare donazioni alla Cri si posso utilizzare i seguenti sistemi:
- Conto Corrente Bancario
C/C Bancario n° 218020 presso: Banca Nazionale del Lavoro-Filiale di Roma Bissolati -Tesoreria – Via San Nicola da Tolentino 67 – Roma
intestato a Croce Rossa Italiana Via Toscana, 12 – 00187 Roma.
Coordinate bancarie (codice IBAN) relative sono:
IT66 – C010 0503 3820 0000 0218020
Causale Pro terremoto Abruzzo
- Conto Corrente Postale n. 300004
intestato a: “Croce Rossa Italiana, via Toscana 12 – 00187 Roma
c/c postale n° 300004
Codice IBAN: IT24 – X076 0103 2000 0000 0300 004
Causale: Causale Pro terremoto Abruzzo
- Donazioni on line
È anche possibile effettuare dei versamenti online attraverso il sito web della CRI all’indirizzo:
“www.cri.it/donazioni.html”:http://www.cri.it/donazioni.html
per info: l’ufficio stampa di Croce Rossa Italiana:
+39.06.47.59.209 +39.06.47.59.283

PROTEZIONE CIVILE
http://www.protezionecivile.it/cms/view.php?cms_pk=15389&dir_pk=187
Il Centro operativo della Protezione Civile presso la Prefettura di Pescara raccoglie le adesioni di chi è interessato a mettersi a disposizione come volontario per l’emergenza terremoto. Si può telefonare allo 085 2057631.
La Protezione Civile ha allestito cinque centri operativi all’Aquila e in altri paesi della provincia: a San Demetrio, a Pizzoli, a Rocca di Mezzo e a Paganica. Ogni centro sarà riferimento per una serie fra gli altri comuni colpiti: Fossa, Villa Sant’Angelo, San Gregorio, Onna, San Pio, Barrile, Ocre, Lovere, Rocca di Cambio, Pianola, Tempera, Poggio Picenza, Camarda, Poggio di Roio.

DONAZIONE BENI PRIMA NECESSITA’:

Chiunque voglia donare del cibo per le popolazioni colpite può portare i generi di prima necessità presso il Banco Alimentare dell’Abruzzo, in via Celestino V [zona nuovo tribunale, tel. 335 7750780]: il Banco Alimentare, mediante la sua rete di enti e associazioni convenzionati nell’Aquilano, ha già iniziato ad inviare i prodotti nelle zone colpite dal terremoto.
Il sangue si può donare anche presso tutti i centri trasfusionali degli Ospedali della regione.
A Pescara occorre recarsi al Dipartimento di Medicina Trasfusionale PO «Spirito Santo» Via Fonte Romana 8 – 65124 Pescara presso la Fidas è possibile contattare il numero 08528221 [orario continuato aperti fino alle 18] oppure visto che l’ospedale è intasato presso l’Avis a Palazzo Uza in Corso Vittorio Emanuele 10 Tel. 085/42.24.820.

DONAZIONI DI SANGUE:
Il presidente della Regione Abruzzo chiede che vengano sospese le donazioni di sangue.

POSTI LETTO PER SFOLLATI:

L’Udu, unione degli studenti, sta cercando posti letto per chi ne ha bisogno. Per offrire disponibilità di alloggio telefonare allo 06.43411763 o scrivere a organizzaizone@udu.it Finora sono 100 i posti a disposizione nello studentato di Urbino, 12 a Potenza, e quasi 100 le famiglie che hanno messo a disposizione appartamenti e stanze. Arrivano anche disponibilità da alberghi e ostelli, soprattutto dalle Marche e dalle altre regioni limitrofe, ma anche da Palermo e da Belluno. Per segnalare le disponibilità e’ possibile inviare una mail all’indirizzo organizzazione@udu.it o telefonare al numero 064311763.

EMERGENZA TERREMOTO: 0668201 (Protezione Civile Volontariato). Per offrire cibo, ospitalità e coordinare le forme di sostegno.

A PARTIRE DALLE 23 SARA’ POSSIBILE INVIARE UN SMS PER LA SOLIDARIETA’
Gli operatori di telefonia mobile Tim, Vodafone, Wind e 3 Italia, d’intesa con il Dipartimento della Protezione civile, hanno attivato la numerazione solidale 48580 per raccogliere fondi a favore della popolazione dell’Abruzzo gravemente colpita dal terremoto. Ogni Sms inviato contribuirà con un euro, che sarà interamente devoluto al Dipartimento della Protezione civile per il soccorso e l’assistenza. Il sistema sarà operativo dalle ore 23 di stasera. Dalle ore 9 di domani, sarà possibile donare 2 euro attraverso chiamata da rete fissa di Telecom Italia, utilizzando lo stesso numero: 48580. La Protezione Civile fornirà tutte le indicazioni sull’utilizzo dei fondi raccolti. ”

Vademecum della Protezione Civile:
http://www.protezionecivile.it/cms/attach/vademecum.pdf

CENTRI DI RACCOLTA:
La Croce Rossa ha aperto la sala operativa nazionale di Legnano e i Centri interventi d’emergenza (Cie) di Verona, Roma, Potenza e Palermo per la raccolta di generi di prima necessità (coperte, vestiti, pannolini, latte in polvere, casse d’acqua) da spedire nelle zone terremotate. La Cri ha annunciato di avere già inviato nelle zona del disastro 10 mila coperte per fare fronte alle primissime esigenze delle persone rimaste senza abitazione.

ROMA - Servono coperte, vestiti, pannolini, latte in polvere, casse d’acqua e tutti i beni di prima necessità.
Verranno raccolti da “Fare ambiente”, Roma, in Via Nazionale, 243, tel. 06 48029924.

PESCARA - L’appuntamento è domani mattina, 7 aprile 2009, alle ore 10.30, fuori al LIDL di via Tirino Servono acqua, omogeneizzati, pannolini, latte e alimenti di prima necessità Una volta radunati ci daremo un secondo appuntamento fuori al supermercato per poi muoverci tutti insieme verso il Banco Alimentare d’Abruzzo in via Celestino V.

MONTESILVANO - Martedì 7 aprile ore 8:30 presso palestra scuola elementare (piazza del comune di Montesilvano): raccolta beni di prima necessità per gli amici dell’aquilano.
Portate latte in polvere, abbigliamento, intimo, pannolini, cibi in scatola, coperte, pasta, ecc…

CHIETI - martedì 7 aprile ore 10-13 e 16-20: P.zza G.B.Vico e P.le Marconi - raccolta di alimenti e materiali di prima necessità per le popolazioni aquilane colpite dal terremoto.

SAN SALVO -
Potete portare acqua, omogeneizzati, pannolini, latte e latte in polvere (mellin2, pantolact2, digest2) pasta, alimenti in scatola e alimenti a lunga conservazione, vestiti, scarpe, coperte e quanto altro ritenete utile presso la protezione civile VALTRIGNO: viale OLANDA 3 - SAN SALVO tel. 0873.547583

ORGANIZZAZIONE SQUADRE DI SOCCORSO:
Sul sito www.modavi.it tutte le istruzioni per far parte delle squadre di soccorso in Abruzzo

——————————————————————————-

Iscrivetevi al gruppo AIUTIAMO L’ABRUZZO:
http://www.new.facebook.com/group.php?gid=67168622790

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Apr
04
2009
0

Le batterie che vanno “a virus” verso la tecnologia pulita!

battrieProgettate dal Mit, potranno essere realizzate in modo economico e rispettoso dell’ambiente. Il virus batteriofago M13 è stato modificato geneticamente e trasformato in un piccolo elettrodo di SARA FICOCELLI

UN microorganismo per alimentare batterie per cellulari, lettori MP3 e persino automobili. Per la prima volta la scienza parla concretamente di “tecnologia pulita” e lo fa con un progetto già presentato all’attenzione del presidente americano Barack Obama. I ricercatori del Mit, il Massachusetts Institute of Technology, sono infatti riusciti a progettare geneticamente dei virus per ottenere il polo negativo e quello positivo di una batteria agli ioni di litio.

“Il nuovo virus produci-batterie - spiega Angela Belcher, docente di Scienza dei materiali e ingegneria biologica che ha condotto la ricerca - ha la stessa capacità energetica e la stessa potenza delle batterie ricaricabili che usiamo oggi per caricare la macchina, ma potranno essere utilizzate anche per caricare i normali dispositivi elettronici”. Le nuove batterie potranno essere realizzate in modo economico e rispettoso dell’ambiente, senza solventi pericolosi né materiali tossici.

In una batteria tradizionale, gli ioni di litio scorrono tra l’anodo negativo, in genere di grafite, e il catodo positivo, generalmente di ossido di litio e cobalto. Nell’aprile del 2006 un gruppo di scienziati del MIT guidato dalla Belcher annunciò di aver trovato un modo per utilizzare i virus per formare cavi nanoscopici adatti a costruire batterie agli ioni di litio ultra sottili, e dotati di tre volte la normale densità di energia. Da allora è stata fatta molta strada.

Nell’ultimo lavoro, il team si è concentrato sulla costruzione di un catodo ad altissima potenza, da equilibrare con l’anodo. I catodi sono infatti più difficili da costruire poiché devono essere degli ottimi conduttori, mentre la maggior parte dei materiali candidati a riprodurli sono altamente isolanti. Per ottenerli, i ricercatori Gerbrand Ceder e Michael Strano hanno progettato dei virus che prima si ricoprono di fosfato di ferro, poi afferrano i nanotubi di carbonio così da creare una rete di materiale ad altissima conduttività.

Poiché i virus riconoscono e si legano in particolare a certi materiali (in questo caso ai nanotubi di carbonio), ogni cavo nanoscopico al fosfato di ferro può essere elettrizzato per mettere in relazione la loro rete. Gli elettroni possono viaggiare lungo la rete di nanotubi di carbonio, infiltrandosi attraverso gli elettrodi fino al fosfato di ferro e trasferendo energia in pochissimo tempo.

Il virus batteriofago M13 è stato modificato geneticamente. In sostanza, trasformato in un piccolo elettrodo. Si tratta di un comune battericida, che attacca questi organismi ma è innocuo per l’uomo. Il team ha riscontrato che l’incorporazione di nanotubi al carbonio aumenta la conduttività del catodo senza aggiungere troppo peso alla batteria. Stando ai test, le batterie con il nuovo materiale catodico potranno essere ricaricate e scaricate fino a 100 volte senza perdere capacità. “Ci aspettiamo risultati anche migliori in futuro”, ha aggiunto la Belcher.

Il prototipo è confezionato come una batteria classica, ma molto più leggera, adattabile e sicura. La scorsa settimana, la presidentessa del Mit, Susan Hockfield, ha presentato la scoperta alla Casa Bianca, parlando a lungo con il presidente Obama della necessità di raccogliere fondi federali a favore delle tecnologie ad energia pulita.

Ora che i ricercatori hanno dimostrato di essere in grado di elettrizzare le batterie attraverso dei virus, hanno intenzione di continuare utilizzando materiali come il fosfato di magnesio e il fosfato di nickel. Quando anche questi progetti saranno pronti, concludono i ricercatori, i dispositivi potranno raggiungere il mercato.

fonte: www.repubblica.it

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Apr
03
2009
0

PETIZIONE PER I DIRITTI DEI DISABILI: firmate e fate girare il piu’ possibile!

disabilePARI OPPORTUNITA’ PER I DISABILI - Diritto di vivere una vita piena per tutti!

Di seguito riportiamo direttamente le parole dei promotori di questa importante iniziativa:

“La nostra petizione vuole portare all’attenzione una strana situazione esistente in Italia che riguarda le pensioni e le indennità di accompagnamento per le persone disabili.
Le persone non autosufficienti percepiscono una pensione e una indennità di accompagnamento mensili, pari rispettivamente a € 246 e € 465.
I disabili non vedenti percepiscono una pensione di € 266 al mese e una indennità di accompagnamento di € 733 al mese.
Ciò che chiediamo nella petizione è almeno di equiparare le pensioni e le indennità di accompagnamento dei disabili totalmente non autosufficienti a quelle delle persone non vedenti.
Entrambe le tipologie di disabilità necessitano di assistenza, che potrebbe essere quasi soddisfacente con € 733 al mese, ma che risulta in pratica inattivabile con € 465 al mese. ”

Potete firmarla scaricando il file pdf a questo link:

www.pianetabile.it/PDF/petizione…

I moduli firmati inviateceli tramite mail:  info@pianetabile.it

o per posta ordinaria all’indirizzo:

PIANETABILE
Res. Cantone, 10
20090 Segrate (MI)

O anche via FAX: 02 26 41 98 53

Per ulteriori informazioni:
www.pianetabile.it/default.asp?m…

Cause on Facebook clicca qui!

Ora TOCCA A  NOI! Attiviamoci per supportarli!

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Mar
31
2009
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Supporto a Pino Masciari, ora tocca a noi!

masciariLo vedete ben evidente sul blog di Pino Masciari www.pinomasciari.org: il conto alla rovescia non si può fermare e ci ricorda quanto tempo abbiamo per attivarci e fare la nostra parte e ribaltare un pezzo importante di Storia.

Noi direttamente non possiamo ottemperare la sentenza emessa dal TAR (“ottemperare” è diventata la parola di moda in questi giorni): questo è compito del Ministero degli Interni.

Ma se ognuno di noi fa la sua parte, così come abbiamo fatto in questi anni stando accanto alla famiglia Masciari, la somma di ogni nostra singola parte farà la differenza.

C’è una sezione apposita sul blog, di azioni DA FARE (http://www.difesapopolaremasciari.net/) per far capire alle Istituzioni che non possiamo accettare una tale storia di violazione dei diritti umani nel nostro Paese e il suo prosieguo: alcune azioni si possono fare con un semplice click, altre in piazza, altre con la fantasia, altre con l’impegno.

E accettiamo qualsiasi altra idea per sbilanciare la Storia verso il Diritto e la Giustizia.

Perché crediamo che questa rivoluzione si possa fare, perché è limpida, pulita, non violenta, determinata e giusta! come non mai, figlia dell’insegnamento che alle persone come i Masciari si sta al fianco soprattutto ora che sono vivi e non si lasciano mai sole, dimenticate, a diventare bersagli degli attacchi più vili. Sappiamo tutti che fu così in passato in Italia e non possiamo più permetterlo e permettercelo.

Ci indigniamo, ci appassioniamo, ci incazziamo pure, sempre nel rispetto delle Istituzioni, ma noi sappiamo e abbiamo le prove che le ragioni di Pino, Mari, Fra e Otta sono tante e tali che devono essere riconosciute: perché è inaccettabile che siano le nostre Istituzioni a non rispettare loro stesse.

Fino all’ultimo secondo del countdown noi ci impegneremo, ci muoveremo, ci inventeremo di tutto e di più perché si ottempri la sentenza e Pino non proceda con lo sciopero della fame e della sete, perché sappiamo come sa lui stesso, così come Mari, che la sua salute non sosterrà a lungo le privazioni.

Ma come in questi ultimi dodici anni, Pino agirebbe di nuovo secondo il criterio di fare quello che è giusto, e non ciò che è più conveniente. Perchè la battaglia per riaffermare i diritti funziona solo in questo modo. Non c’è altra via.

Rete splendida delle amiche e degli amici di Pino Masciari, tu che lo conosci da anni, tu che lo hai ascoltato in una conferenza della tua città, tu che segui il blog da più o meno tempo, è ORA di vivere la Storia e non esserne spettatore.

Perché chi fa le rivoluzioni non sta dietro alla macchina fotografica che le documenta, ma davanti, e non si ferma in posa per sorridere. Non c’è il tempo di fermarsi, il conto alla rovescia non si può fermare.

Questa volta in Italia chi è stato vittima del malaffare non sarà solo, sarà immerso tra le persone per bene e la rivoluzione è tutta qua: questa volta non saremo complici dell’ingiustizia della quale siamo a conoscenza e finalmente eviteremo di diventare tutti complici del misfatto e pentiti di non aver fatto quanto era in nostro potere per ristabilire il Diritto e il Giusto.

Avanti così, tutti al fianco di Pino, Marisa, Ottavia, Francesco!

Tutti attivi perché arrivi l’ottemperanza della sentenza del TAR! Per la loro vita, la loro sicurezza e il loro re-inserimento nella società! Per i Diritti di tutti i cittadini!
amici di Pino Masciari
Torino

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Mar
30
2009
4

Dimissioni dall’AP Amici di Beppe Grillo di Roma del Consigliere Marco Delle Cave.

Io, Marco Delle Cave Consigliere al Municipio Roma 5, comunico il mio ingresso al Gruppo Misto, lasciando, chiaramente, il Gruppo Consiliare Municipale da me aperto “Amici di Beppe Grillo”.

Esco dall’Associazione politica per la sua manifesta incapacità di strutturare il movimento romano in un qualcosa di fattivo e propositivo e tirarlo fuori dall’inutilità delle tante e sole chiacchiere su cui basano la loro esistenza. Ho preso questa decisione per onestà intellettuale verso i cittadini che mi hanno delegato a rappresentarli in quanto la vacuità di intenti dell‘Associazione, la sua incoerenza, incompetenza ed incapacità politica hanno fatto sì, da non poter resistere ulteriormente in questa Associazione che più che politica sembra incarnare perfettamente il clima di un condominio litigioso.
Oltre a quanto detto ho riscontrato troppe incongruenze politiche tra il loro dichiarato comportamento etico nell’incentivazione della partecipazione diretta e la realtà dei fatti dove più volte si è vista disattesa la volontà dell’assemblea oramai esautorata della sua, per me, indiscutibile importanza e sovranità, facendo diventare uno straordinario sogno, una mera Associazione politica non diversa dalle altre realtà politiche esistenti e tanto criticate.

Questa fuoriuscita però non segna una battuta di arresto sul programma elettorale con il quale mi sono presentato alle elezioni che è comunque espressione del movimento ispirato a Grillo e sul quale ho ricevuto la fiducia di più di 4.600 cittadini del V Municipio.
Tale programma, annovera tra i temi preminenti la trasparenza, l’efficienza, la semplificazione e l’innovazione della Pubblica Amministrazione, la partecipazione popolare, la legalità, l’introduzione delle energie rinnovabili, la raccolta differenziata, la tutela ambientale.

Continuerò a collaborare con i colleghi consiglieri laddove ci sia comunione di intenti ed obiettivi comuni, continuerò con fermezza a stigmatizzare ogni deviazione da questi principi ispiratori e continuerò a rimanere punto di riferimento per tutti coloro che credano e vogliano vedere rappresentati questi ideali nella pubblica amministrazione, ascoltando come sempre tutti i cittadini e continuando a tenerli informati tramite il mio blog www.marcodellecave.info.

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Mar
25
2009
0

Biotestamento, “Nutrizione e idratazione vietate nella dichiarazione di volontà”

Il Senato boccia gli emendamenti che avrebbero voluto cancellare il divieto.

senatoResta nel testo sul testamento biologico, l’obbligo di idratazione e alimentazione forzata per i pazienti a fine vita. Chiamato a votare gli articoli del ddl sul testamento biologico, il Senato ha negato la possibilità che il paziente, “in condizione estrema di fine vita”, possa esprimersi sull’idratazione e l’alimentazione artificiale. Come nel caso Eluana.

Finocchiaro, Pd: “La votazione. Nonostante il voto segreto, la maggioranza ha tenuto, e gli emendamenti soppressivi hanno raccolto 164 voti contrari, 105 favorevoli e 9 astensioni. La capogruppo del Pd Anna Finocchiaro ha detto che “è allarmante questa
chiusura della maggioranza a qualsiasi possibilità di approfondimento, di discussione e questa cancellazione di ogni spazio per l’autodeterminazione dei soggetti nell’ultima fase della vita. Era un emendamento ponte lanciato tra due mondi e tra due diversi modi di concepire la vita. Così non è stato”.

“Non si possono rifutare le terapie”. Cancellato anche un secondo emendamento riferito all’accanimento terapeutico. Nel comma si prevedeva la possibilità, nell’ambito della Dichiarazione anticipata di trattamento, di rifiutare terapie con potenziale carattere di accanimento terapeutico o ritenute dal medico di possibile giovamento.

Marino: “Tradito principio di libertà”. ”Non stiamo parlando di casi come quello tragico di Eluana Englaro, stiamo parlando di tutti noi”, ha detto il senatore Pd Ignazio Marino, sostenitore della legge sul biotestamento. “Stiamo parlando di un problema di libertà individuale che non può non essere garantito dalla Costituzione. Non sono parole, queste, di un pericoloso sovversivo, ma di Aldo Moro che ribadiva: non possono essere imposte obbligatoriamente ai cittadini pratiche sanitarie. Il Senato oggi nega e rovescia il principio affermato da Moro e dai nostri padri costituenti”, ha concluso Marino. “Così si tradisce quello spirito e si introduce l’obbligo ad usare tutte le tecnologie disponibili, cancellando la nostra libertà di scelta rispetto alle terapie mediche”.

Senatore Pd Umberto Veronesi: Mostra in aula il suo testamento biologico scritto a mano, quello che ha già depositato da un notaio, con cui nomina il figlio Paolo fiduciario e con cui soprattutto chiede ai “colleghi medici” di evitare qualsiasi accanimento terapeutico, nutrizione artificiale compresa: “Volontà che dovranno rispettare in modo assoluto“, a prescindere dalla legge che sta per passare. Non potrebbe “essere promulgata da questo Parlamento, perché oltre che impugnata per incostituzionalità non potrebbe che essere disattesa” dai medici, affonda. L’aula ascolta in un silenzio inusuale, prima di esplodere in un lungo applauso in parte trasversale.

La discussione continua. Il Senato continuerà nei prossimi giorni a discutere sui quasi mille emendamenti presentati dai radicali e dal Pd. Si procederà con un’ottantina di votazioni segrete.

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Mar
24
2009
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Dal pacchetto sicurezza una brutale censura su internet

censurawebL’organico disegno reazionario del Governo Berlusconi si sta dispiegando ad un ritmo impressionante. Sia sul piano istituzionale che su quello sociale assistiamo ad una accelerazione che mira a saggiare i punti di resistenza dei potenziali avversari. L’attacco al Presidente della Repubblica ed al Parlamento corrisponde all’offensiva contro il contratto nazionale di lavoro ed il diritto di sciopero. La libertà di stampa e di espressione è anch’essa nel mirino.

Dall’inizio della legislatura la destra ha preso decisioni gravissime che proprio in questi giorni rischiano di divenire legge.
Il cosiddetto “decreto intercettazioni” contiene, accanto alla distruzione di uno strumento fondamentale per le indagini contro la mafia e la corruzione, anche norme liberticide che, nella sostanza, impediranno ai giornalisti di fare inchiesta e denuncia. Nel decreto non c’è solo la previsione del carcere ai giornalisti che pubblicano le intercettazioni o la proibizione assoluta di pubblicare ogni notizia sulle indagini in corso sino alla udienza preliminare (norme in contrasto sia con la Costituzione italiana che con le sentenze della Corte europea di giustizia). Questa legge contiene anche l’insidiosissima norma che prevede la responsabilità diretta degli editori su ciò che viene pubblicato.

In questo modo si cancella la forma storica della libertà di stampa in Italia che prevede l’autonomia delle redazioni nei confronti della proprietà. Cancellando di fatto la figura del direttore responsabile si introduce una censura diretta da parte degli editori sulle redazioni e si  induce all’ auto-censura preventiva i giornalisti.
I tagli e le modifiche nelle procedure del finanziamento alla stampa colpiranno duramente il pluralismo dell’informazione. Uno dei primi atti di questo Governo è stato infatti quello di tagliare del 50% il finanziamento alla stampa e di prendere nelle proprie mani, togliendo la competenza parlamentare, le decisioni sul flusso di queste risorse indispensabili prima di tutto per la sopravvivenza di testate scomode e quindi non sostenute dal mercato della pubblicità.
Ed infine l’articolo 60 del “pacchetto sicurezza” introduce una brutale censura su internet. Con la scusa della lotta alla pedofilia si prevede che il Ministero degli Interni potrà chiudere intere testate, blog e siti se qualche “ronda informatica” segnalerà una generica “apologia di reato” o “ incitamento alla violazione della legge”. Anche in questo caso si obbligano non le redazioni ma i provider ( e cioè le imprese che non producono ma ospitano i contenuti su internet) ad agire preventivamente perché nessuno possa pubblicare i contenuti incriminati.  Per fare un esempio se la redazione di un sito (ma eventualmente anche un singolo navigatore con un post) scriverà che “bisogna bloccare la costruzione della base di Vicenza” qualcuno, magari una ronda telematica,  potrà chiedere al Governo, non solo la rimozione di questa “apologia di reato”, ma l’oscuramento dell’intero sito.
In questi ultimi giorni abbiamo partecipato alle mobilitazioni promosse dalla Federazione della Stampa e, come pdcitv, abbiamo contribuito a lanciare una campagna contro la censura sulla rete ( www.laretetilibera.org ). Decine di testate on-line hanno già sottoscritto un appello comune per mettere assieme le forze ed impedire che Governo e Parlamento chiudano la bocca all’informazione libera. Chiediamo a tutti di sottoscrivere l’appello ma soprattutto rilanciare in ogni modo la consapevolezza e la mobilitazione.
La logica di fondo di tutti questi provvedimenti infatti è quella di mettere la stampa e l’informazione in generale sotto il controllo, diretto o indiretto, del Governo.
Contro questo disegno serve innanzitutto una campagna politica che renda evidente, appunto, il carattere organicamente reazionario dell’azione del Governo. Bisogna quindi al più presto uscire dalle mobilitazioni degli “addetti ai lavori” e cercare di dare una consapevolezza di massa al pericolo che corre la libertà di stampa e di espressione nel nostro paese.

* Pdcitv di Jacopo Venier

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Mar
22
2009
1

Appennino, i torrenti inghiottiti dagli scavi dell’Alta velocità

torrenti_tavViaggio nel Mugello dove il sistema idrico è stato distrutto e le falde sono precipitate di centinaia di metri. Dove un tempo proliferavano trote, gamberi e vegetazione protetta ora ci sono solo profondi canyon dall’inviato Paolo Rumiz - fonte: repubblica.it -

SAN PIERO A SIEVE - Non servono sismografi per capire dove passa il tunnel dalla Tav tra Bologna e Firenze. Basta seguire una traccia di foreste rinsecchite, alvei vuoti, macerie. Persino i cinghiali rifiutano di vivere lassù. Sopra la “grande opera” esiste una scia di “grandi disastri” che la segnala fedelmente.

L’abbiamo percorsa, verso Nord, e per capire ci è bastata la parte toscana. Il Mugello, snodo cruciale dello scavalco appenninico. I danni li hanno appena quantificati i giudici: 150 milioni di euro solo per lo smaltimento abusivo dei terreni di scavo. Poi vengono i cantieri abbandonati, le cave e le frane.

Il peggio è il sistema idrico distrutto: per ripagarlo non basterebbe una mezza finanziaria. Fra 750 milioni e un miliardo 200 milioni, per ventidue minuti di viaggio in meno. Spariti o quasi 81 torrenti, 37 sorgenti, 30 pozzi, 5 acquedotti: in tutto 100 chilometri di corsi d’acqua.

Ma le cifre non sono niente. Per farsi un’idea bisogna sentire il tanfo polveroso della montagna morta. Rifare i sentieri della Linea Gotica, tra i rovi, come in guerra. Solo che stavolta i danni non li hanno fatti i generali ma gli ingegneri, che possono essere peggio. Le ferite delle bombe si rimarginano. Queste restano per sempre. Siete avvertiti: non siamo di fronte a un evento naturale, ma a qualcosa di biblico.

Tace la valle del torrente Carzola. Niente più uccelli. La falda è precipitata di trecento metri e la montagna è sotto choc idrico. Ha piovuto tutto l’inverno, ma le conifere sono morte, le querce moribonde. C’erano salmoni, trote, gamberi: ora più nulla. Un catastrofe come il Vajont, ma alla rovescia


Polvere, silenzio. Nel canyon si spalanca una finestra di servizio. È sguarnita, potrebbero entrarci uomini e bestie. Cento metri sotto, il tunnel che ha inghiottito tutto. I tecnici ricordano quando avvenne. Esplose un getto da 400 litri al secondo a tredici atmosfere. Da allora, anche se in superficie la valle scende a Nord, le falde scaricano a Sud, verso Firenze. E del Mugello a secco chi se ne frega.

Il Carlone era il paradiso dei pescatori. Oggi è ingombro di bungalow dai vetri rotti, rottami, tubi, cisterne, caterpillar arrugginiti. Su un muro, la scritta “Ciao, è stato bello”. Sotto, un torrente in agonia. Ma a monte è peggio. Una strada bianca in mezzo a una foresta sbiadita, fiancheggiata dai tubi che fino a ieri hanno pompato acqua per tenere in vita il torrente. Una finzione.

Sopra, una montagna di rocce intrise di asfalto collante, oli e bitumi. Quando piove, la morchia scola sulla vasca di captazione del comune di Vaglia, che raccoglie la poca acqua. Purissima, era, da imbottigliare senza filtro. Tutto quel materiale poteva essere reimpiegato nel tunnel, come in Svizzera nella galleria del Gottardo. Qui invece s’è portato tutto in superficie. E nel buco hanno portato ghiaia fresca, aprendo decine di cave inutili sul monte. Ecco perché la Tav è costata il quintuplo del previsto.

A San Piero a Sieve la ferrovia veloce esce a palla di fucile e s’infila sotto l’autodromo del Mugello. Siamo nel cuore della conca, l’Appennino perde asprezza, l’orrore diventa bucolico. Tra le fattorie il torrente Bagnone è scomparso. Poco in là, anche il Bosso. Nove anni fa le sorgenti saltarono tutte assieme, ricorda l’avvocato Marco Rossi che segue le cause civili. “Quando sparì il torrente la gente pensò che sarebbe tornato. Invece non tornò. Finita. Arrivarono le autobotti. Poi il disseccamento salì fino a Farfereto e Striano”.

Pietracito ha speso 30 mila euro in avvocati, senza aiuto degli enti locali. L’italiano è solo davanti al potente. Lui non molla, ma molti altri sono stanchi. Sanno che, più dei danni, sono i processi a mangiarti la vita. Finisce che sei tu a dover pagare. La politica cala le brache: è già tanto se i sindaci sono riusciti a farsi dare il tracciato della galleria.

Risaliamo verso il Giogo della Scarperia. Ormai è un “trek” nella devastazione. Conifere moribonde, castagni in sofferenza. Fra un mese gli animali scapperanno anche da qui. A Lugo hanno visto “i caprioli scendere a valle per bere dai sottovasi dei giardini“. Non era mai successo prima del 2006, quando la Tav ha smesso di pompare acqua “finta” in quota.

Oltre si spalanca un abisso dantesco, il canyon chiamato Inferno. Era il top del Mugello, segnato su tutte le guide. Trote, gamberi, muschi.  Oggi si cammina a secco tra massi enormi e smerigliati, segno della sacra potenza uccisa dall’uomo. Chi pagherà tutto questo? Quale nazione chiederà il conto?

Il fiume infernale si butta nel Santerno, dove s’apre il cratere della colossale stazione intermedia della Tav. Intorno, la devastazione. Novanta cave. Novanta cicatrici. Ed è solo il preludio dell’ultima è più spaventosa ferita. La più lontana, la meno visibile. La condanna, esecuzione e morte del torrente Diaterna, con la doppia sorgente biforcuta sotto il Sasso di San Zanobi.

La frazione di Castelvecchio - sopra l’ultima finestra della Tav in terra toscana - ha perso il suo acquedotto nel ‘98. Ora vorrebbero costruire un invaso per compensare lo scippo.

Ma per metterci quale acqua? Con quale canalizzazione? Cementificando gli impluvi? Ricoprendoli di resine? Coprendo lo scempio con uno scempio ulteriore? La parola catastrofe non basta.
Il viaggio è finito. “Cosa ci riserva il futuro Dio solo sa” brontola Piera Ballabio, della Comunità montana del Mugello. “Con la nuova legge sulle grandi opere, i Comuni avranno ancora meno voce in capitolo. Siamo vicini a una militarizzazione del territorio. Alla faccia del federalismo”.

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